La Polis

polis

A partire dall’VIII secolo a. C. in Grecia si ebbe un periodo di grande sviluppo demografico ed economico. Nacquero le polis e vennero fondate varie colonie (Spagna. Africa, Francia, Asia Minore e Italia, qui prendono il nome di Magna Grecia). La polis era una città-stato politicamente autonoma, con un territorio ben delimitato e proprie leggi. Tutte le poleis avevano in comune la lingua e la religione. In campagna risiedevano i contadini, in città i nobili, i professionisti e gli artigiani. Ogni città-stato era suddivisa in due parti: l’acropoli e l’agorà. L’acropoli era la città alta, costruita sulla collina dove sorgevano la cittadella fortificata per contrastare le possibili invasioni e gli edifici del governo e religiosi. Sotto l’acropoli troviamo la città bassa, con stradine e case di legno e argilla. L’agorà si trovava al centro della polis dove si affacciavano le botteghe degli artigiani e dove i mercanti disponevano le bancarelle delle proprie merci. La piazza era sempre affollata da cittadini che parlavano di politica, trattavano vendite, partecipavano a spettacoli e giochi. Qui si riuniva l’assemblea popolare per discutere sui problemi della città. Le poleis erano numerose e ognuna col tempo sviluppò feste e  tradizioni proprie, utilizzò unità di misura e monete autonome. Nelle poleis la società era divisa in due gruppi: gli uomini liberi e gli schiavi. Tra gli uomini liberi non tutti erano cittadini e quindi non godevano dei diritti politici. Solo i cittadini potevano partecipare alle assemblee, coltivare la terra e fare la guerra. Un uomo libero poteva diventare schiavo per debiti e tornava libero solo quando finiva di pagare il suo debito.

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