Chi è il “Bartender”?

Il bartender è uno dei mestieri che oggigiorno dà parecchi sbocchi lavorativi. Ci si può avvicinare al bartending con o senza una specifica preparazione o percorso scolastico.

È vero che, chi ha una preparazione alberghiera entra in un’ottica più specifica, ma negli ultimi anni, soprattutto qui in Italia abbiamo dei corsi specifici che ti possono rendere preparato professionalmente per questo lavoro.

Andiamo a capire tramite un po’ di tecnica nello specifico cosa comporta questo mestiere:

Il flair bartending abbreviato semplicemente in “Flair” è l’insieme delle tecniche acrobatiche nella preparazione di cocktail usate dal barman. In esso si fondono capacità di accogliere e intrattenere la clientela.
E da qui nasce il termine “Bartender.”

Iniziamo dal termine “Barman” (Barlady per le donne). Con Barman s’intende colui che lavora dietro un bancone del bar, e qui abbiamo due figure; una è chi si occupa solo della caffetteria e una che si occupa di preparare i cocktail.
Il primo a praticare questo lavoro sia stato il celebre “professore” statunitense Jerry Thomas quando a metà del 1800 realizzò il suo famoso “Blue Blazer”, versando scotch infiammato e acqua da un tazzone all’altro in una lunga scia infuocata.
Negli anni ’80 alcuni ragazzi californiani lavorando in un bar ed avendo molta clientela nel locale, inventarono sia dei movimenti studiati per velocizzare il lavoro e sia dei movimenti per intrattenere, tecnica che risultò efficace e venne istantaneamente usata da altri colleghi.
La prima accademia dove s’iniziò a studiare questo mestiere nasce nel ‘97 ad Orlando in Florida, conosciuta come Flair Bartenders’ Association FBA.
Invece il 2008 è stato l’anno di fondazione della World Flair Association (WFA), associazione mondiale con sede a Londra, fondata per standardizzare lo stile del Fair Bartending.
Così abbiamo da studiare le due varianti in cui si divide il flair: Working Flair ed Exhibition Flair.
Working Flair non sono altro che i movimenti studiati per renderci rapidi e morbidi, tutti eseguiti senza creare ritardi sui tempi di servizio al cliente.
L’Exhibition Flair è usato principalmente a scopo di intrattenimento o nelle competizioni, certe volte può durare anche diversi minuti.

A somme tirate imparare entrambe le varianti è fondamentale per chi vuole intraprendere questo lavoro, ma l’Exhibition Flair ai nostri giorni è usato come segno distintivo nei locali più gleem. È usato molto nelle campagne pubblicitarie e anche come momenti dimostrativi all’interno di fiere.

Se oltre alla teoria vuoi imparare pure qualcosa nella pratica visita pure il mio canale YouTube

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3 Risposte

  1. Rosario la Terra ha detto:

    Siete fortissima grande Ivan e tutto lo staff siete dei grandi

  2. Vincenzo ha detto:

    Perfetto ottimo docente un abbraccio

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