I micenei

i micenei o achei

Intorno al 2000 a.C. i Micenei si stanziarono in Grecia. Inizialmente dediti alla pastorizia, con il tempo si trasformarono in esperti agricoltori: producevano infatti olio e vino che poi esportavano insieme con la lana grezza e lavorata. Intorno al 1400 a.C., dopo la misteriosa scomparsa della civiltà cretese, i Micenei divennero i padroni del Mar Egeo e il loro potere si estese ben presto anche in Asia Minore e in Italia meridionale. Caratteristica della civiltà micenea fu la costruzione di imponenti palazzi circondati da mura “ciclopiche”: secondola leggenda, infatti, solo i mitici Ciclopi, giganti con un solo occhio, avevano la forza necessaria per sollevare glienormi blocchi di pietra che formavano queste mura spesse fino a sei metri. All’interno delle mura, oltre al palazzo, che era la residenza del wanax (il re), sorgevano i templi, le residenze dei funzionari del re, i magazzini e le abitazioni dei servi. Le principali città costruite dai Micenei furono Tirinto, Micene, Pilo, Tebe e Atene.

micenei

Il territorio della Grecia presenta valli strette e coste frastagliate, con profondi golfi e un gran numero di isole. L’unica pianura ampia e fertile si trova nella Grecia settentrionale, in Tessaglia. Nella Grecia centrale vi sono la Beozia e l’Attica, terra arida e povera, ma nella quale, in una breve pianura circondata da alture, sorse Atene. A sud si stendono l’Argolide, dove si sviluppò la civiltà micenea, la Laconia, dove nacque Sparta, e la fertile Messenia.

L’invasione dei Dori

Intorno al XIII secolo a.C. molte città micenee furono distrutte da violenti incendi; in alcuni casi vennero provocati da cause naturali, in altri invece furono probabilmente opera del popolo dei Dori, che conquistarono gradualmente tutti i territori prima appartenuti ai Micenei. Il loro arrivo provocò lo spostamento di molte popolazioni che temevano lo scontro diretto con questo popolo particolarmente abile nei combattimenti. I Dori occuparono quasi tutta la Grecia meridionale dove fondarono la città di Sparta. In alcune zone costrinsero le popolazioni che vi trovarono a lavorare la terra come schiavi, in altre si mescolarono a esse fondendo le diverse culture e usanze. Al termine delle migrazioni dei Dori, i Greci risultarono divisi in tre grandi gruppi ognuno dei quali parlava un dialetto diverso: gli Ioni nell’Attica, con centro ad Atene, i Dori nella Grecia meridionale, e gli Eolici in Tessaglia. Nel XII secolo iniziò per la Grecia un periodo difficile che durò fino al IX secolo a.C. Tale periodo è noto anche con il nome di Medioevo ellenico: siccità e carestie provocarono una forte diminuzione della popolazione e la fine dei commerci. Non venne più usata la scrittura e quindi scomparvero anche i documenti scritti, fonte di informazioni per gli storici.

Il medioevo ellenico

Il termine Medioevo significa semplicemente “età di mezzo”. Gli storici hanno pensato di definire Medioevo ellenico, quindi “età di mezzo greca”, il periodo tra la fine della civiltà micenea e la nascita della civiltà greca. Come per il Medioevo europeo, tra la fine dell’Impero romano e il Rinascimento, anche i secoli del Medioevo ellenico sono stati ritenuti “secoli bui”, caratterizzati solo da decadenza e arretratezza. In realtà in questo periodo in Grecia si passò dall’uso del bronzo all’uso del ferro e, anche se si perse l’uso della scrittura, nelle corti dei re si diffuse l’usanza di ascoltare leggende di mitici eroi del passato raccontate da poeti.

Le storie di battaglie e di eroi raccontate alle corti dei re furono tramandate oralmente di padre in figlio. Nell’VIII secolo una parte di queste leggende venne raccolta e messa per iscritto. Il risultato fu la nascita di due meravigliosi poemi: l’Iliade e l’Odissea. Probabilmente vennero scritti da autori diversi, ma per secoli si è creduto che entrambi i poemi fossero stati dettati da un poeta cieco, noto con il nome di Omero

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