Coniugazione imperativo medio-passivo di τίθημι

Coniugazione imperativo medio-passivo di τίθημι

L’imperativo è il modo del comando, dell’esortazione e della preghiera. Quando lo coniughiamo alla forma medio-passiva, il verbo τίθημι (che originariamente significa “porre”) assume sfumature diverse a seconda del contesto:

  • Valore Medio (Riflessivo/D’interesse): Esprime un’azione che il soggetto compie su di sé o nel proprio interesse. In questo caso, τίθεσο può essere tradotto come “poniti”, “collocati” o “metti per te stesso”.
  • Valore Passivo: Indica un’azione subita dal soggetto. Sebbene meno comune all’imperativo, può significare “sii posto” o “vieni collocato”.

Analisi persona per persona

Seconda persona singolare: τίθεσο

Questa forma è un “fossile” morfologico prezioso. In greco, la sigma intervocalica tende a cadere (pensa a lyou che deriva da lyeso). Tuttavia, nei verbi in -μι come τίθημι, la sigma della desinenza -σο si mantiene salda. Questo accade per l’assenza di una vocale tematica che ne faciliterebbe la caduta. Traduzione: “poniti” o “metti per te”.


Terza persona singolare: τιθέσθω

Si forma con il tema τιθε- e la desinenza -σθω. Nota lo spostamento dell’accento: la desinenza presenta una omega, che è una vocale lunga. Per la legge del trocheo finale o semplicemente per le regole dell’accentazione greca, l’accento non può più stare sul raddoppiamento (τί-) ma deve scivolare sulla penultima sillaba. Traduzione: “che egli si ponga”.


Seconda persona duale: τίθεσθον

Si usa per rivolgersi a una coppia. La desinenza -σθον è tipica dei tempi principali e storici dell’imperativo medio. Foneticamente è molto stabile perché l’incontro tra la epsilon del tema e la sigma della desinenza non produce mutamenti. Traduzione: “ponetevi voi due”.


Terza persona duale: τίθεσθον

 Identica alla seconda persona plurale dell’indicativo presente medio-passivo. Solo il contesto (o la posizione della parola nella frase) permette di capire se si tratta di una constatazione (“voi vi ponete”) o di un ordine (“ponetevi!”). Traduzione: “ponetevi voi tutti”.


Seconda persona plurale: τίθεσθε

Identica alla seconda persona plurale dell’indicativo presente medio-passivo. Solo il contesto (o la posizione della parola nella frase) permette di capire se si tratta di una constatazione (“voi vi ponete”) o di un ordine (“ponetevi!”). Traduzione: “ponetevi voi tutti”.


Terza persona plurale: τιθέσθων / τιθέσθωσαν

Qui abbiamo una doppia possibilità. La forma τιθέσθων è quella classica (identica al duale, il che può creare confusione). Col tempo, per evitare ambiguità, la lingua greca ha sviluppato la forma più estesa τιθέσθωσαν, che è diventata lo standard nel greco ellenistico e neotestamentario. Traduzione: “che essi si pongano”.

Prospetto morfologico riassuntivo

Per visualizzare meglio la progressione, ecco lo schema organizzato per numero:

NumeroPersonaFormaComponenti
Singolareτίθεσοτι-θε (tema) + σο (desinenza)
τιθέσθωτι-θε + σθω
Dualeτίθεσθοντι-θε + σθον
τιθέσθωντι-θε + σθων
Pluraleτίθεσθετι-θε + σθε
τιθέσθων / -ωσαντι-θε + σθων / σθωσαν

La stabilità della sigma

Una delle “trappole” tipiche del greco antico è la caduta della sigma intervocalica. Tuttavia, nell’imperativo presente dei verbi in -μι, la forma τίθεσο conserva la sigma. Questo la distingue nettamente dall’imperativo aoristo medio (che è θοῦ), dove la sigma cade e avviene una contrazione. Se vedi la sigma, sei quasi certamente nel presente!

L’accentazione

Noterai che l’accento tende a restare sul raddoppiamento (τί-) finché la lunghezza delle sillabe finali lo permette. Poiché le desinenze dell’imperativo medio sono spesso lunghe o composte, l’accento scivola sulla penultima (es. τιθέσθω) seguendo la legge dei tre tempi.

Curiosità: Perché non c’è la prima persona?

Potrebbe sembrare banale, ma in greco (come in italiano) l’imperativo non ha la prima persona singolare. Non si può dare un ordine a se stessi in modo diretto. Per supplire a questa mancanza, il greco usa il congiuntivo esortativo (es. thōmen, “poniamo”). L’imperativo medio-passivo di τίθημι inizia quindi rigorosamente dalla seconda persona, lasciando alla psicologia o alla retorica il compito di gestire i comandi verso se stessi!

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