Le guerre sannitiche

guerre sannitiche

Nel corso del V sec. a. C., dopo la cacciata dei re e l’espulsione degli etruschi, i romani si trovarono ad affrontare diverse popolazioni nemiche (equi, volsci, sabini) fino allo scontro decisivo con la città etrusca di Veio che viene distrutta nel 396 a.C.

Nel 354 a. C. Roma sottoscrive un accordo con i sanniti, popolo montanaro, bellicoso e stanziato in Abruzzo e Molise. Ma la Campania, lasciata libera dagli etruschi (cacciati dalla tribù osca dei campani che costituirono la Lega campana sotto l’egemonia di Capua), fa gola a entrambi perché terra ricca e fertile. La situazione degenera quando arriva a Roma un ambasciatore da Capua, chiedendo aiuto contro i sanniti che la stanno conquistando (Lega sannitica formata da altre tribù osche). Roma inizialmente rifiuta, ma quando Capua si offre al dominio romano l’accordo con i sanniti salta perché questi stanno attaccando un territorio romano. Iniziano così le guerre sannitiche.

La prima guerra sannitica inizia nel 341 a.C. A scatenarla non fu solamente l’episodio di Capua, ma anche il fatto che i romani fondano una colonia in una zona che i sanniti ritenevano propria. A dividere il territorio tra romani e sanniti era la linea di confine tracciata dal fiume Liri.

I romani riportano un’importante vittoria nella battaglia di Monte Gauro. Nonostante risultano vincitori i romani sono costretti a sciogliere la Lega latina nel 338 a. C. (preoccupata per la conquista di Veio si inizia a ribellare all’esercito romano) e Publio Decio Mure si suicida con il rito della devotio: davanti ai suoi uomini per mostrare il suo sacrificio per la vittoria e cercare di incoraggiarli.

La seconda guerra sannitica inizia nel 327 a. C. a causa della colonia fondata dai romani sulle sponde del fiume Liri, Fregellae, proprio in territorio sannitico. Questa scelta, unita alla volontà di appoggiare la componente greca a Napoli (che si stava ribellando ai sanniti), sono le cause che portano alla nuova guerra. Roma internamente era coinvolta dalla crescente protesta della plebe che voleva l’abrogazione della legge sulla schiavitù per debiti; esternamente incontrava l’ostilità di quei popoli che appoggiavano i sanniti: lucani, sabini, etruschi e umbri (da sempre ostili ai romani).  Nel 321 a. C. i romani occupano Napoli, ma cadono in un tranello: alcune spie sannite, travestite da pastori, danno delle informazioni errate e deviano il camminano dell’esercito romano. Si stavano dirigendo verso Malaventum, ma vengono deviati nella gola delle Forche Caudine, bloccati all’uscita e all’entrata dai sanniti, i quali non uccidono i soldati, ma li sottopongono a un’umiliazione: a loro la scelta se morire o passare nudi sotto un gioco di lance, strisciando. Chiedono inoltre che venga consegnata loro la colonia di Fregellae e 600 cavalieri. Il Senato rifiuta e la guerra riprende, così nel 320 a.C. la colonia viene distrutta e la popolazione uccisa. I romani, però, riescono a liberare i 600 cavalieri e recuperare le armi perse, infliggendo una dura vendetta ai sanniti: la stessa umiliazione subita da loro alle Forche Caudine. I sanniti non si arrendono e continuano a circondare Roma. I romani riescono a punire tutti coloro che si sono alleati contro i rivali: la lega Enrica (composta dalle città di Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli), viene travolta e Anagni assoggettata; etruschi, equi, marsi e peligni vengono sconfitti sul lago Vadimone. Nel 304 a.C. la capitale sannitica, Boviano, viene abbattuta  e i sanniti chiedono la pace.

Pace che dura poco, visto che la terza guerra sannitica scoppiò nel 298 a.C. , appena sei anni dopo. I popoli coinvolti sono sempre gli stessi: a loro si aggiungono i galli, acerrimi nemici dei romani (un secolo prima aveva saccheggiato Roma). Nel 295 a.C. a Sentino , in Umbria, i romani vincono un’importante battaglia, grazie a una nuova devotio del figlio di Publio Decio Mure che galvanizza i soldati. Nel 293 a.C. ad Aquilonia i romani schiacciano definitivamente i sanniti, abbandonati dagli altri popoli, che si arroccano a Boviano e tre anni dopo firmano la pace. La terza guerra sannitica si è conclusa dopo essersi svolta su due fronti, una parte si svolge a nord, l’altra è caratterizzata dai combattimenti nel Sannio.

Come si può notare tutte le guerre sannitiche hanno due fattori scatenanti.

Le conseguenze delle guerre furono:

  • La sottomissione dei sanniti
  • Capua diventa municipio federato. Appio Claudio Cieco fa costruire una strada che da Roma conduce a Capua, la via Appia. Inoltre fa costruire il primo acquedotto di Roma
  • Viene creato il porto di Ostia e altre colonie romane nel Lazio
  • Si scioglie la Lega latina
  • Iniziano i primi contatti con la punica Cartagine
  • Si ha un contatto diretto con le civiltà della Magna Grecia

I cartaginesi sono da tempo in contatto con gli etruschi, in particolare con la città di Cere. Roma si allea con Cere e conclude un trattato con Cartagine: può commerciare nella Sicilia cartaginese e non in Sardegna e Africa. Da questo momento, anche grazie alla creazione del porto di Ostia, Roma ha davanti a sé il Mediterraneo e Cartagine.

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