Coniugazione dell’imperfetto medio-passivo del verbo τίθημι

Il verbo τίθημι (“porre, mettere, collocare, stabilire”) è uno dei verbi fondamentali del greco antico e appartiene alla classe dei verbi atematici in -μι, caratterizzati da una morfologia arcaica e complessa. Se già il presente di τίθημι richiede attenzione, l’imperfetto indicativo medio-passivo costituisce un terreno di studio particolarmente interessante, perché mostra chiaramente l’incontro tra antiche strutture verbali e meccanismi di regolarizzazione propri dei tempi storici.
Dal punto di vista semantico, la diatesi medio-passiva amplia notevolmente il significato del verbo: l’azione del “porre” non è più semplicemente compiuta dal soggetto verso un oggetto esterno, ma ricade sul soggetto stesso, lo coinvolge direttamente o lo vede come destinatario dell’azione.
Studiare questa coniugazione significa comprendere non solo una serie di forme, ma anche il modo in cui il greco antico concepisce il rapporto tra azione e soggetto.
Valore dell’imperfetto medio-passivo
L’imperfetto indicativo medio-passivo esprime un’azione:
- durativa nel passato,
- abituale o ripetuta,
- subita, riflessa o partecipata dal soggetto.
Con τίθημι può assumere valori diversi:
- medio: “mi ponevo”, “ponevo per me”, “mi collocavo”
- passivo: “venivo posto”, “ero collocato”
Il valore preciso dipende sempre dal contesto.
Analisi dettagliata persona per persona
1ª persona singolare – ἐτιθέμην
Significa “io mi ponevo” oppure “io venivo posto”.
Dal punto di vista morfologico:
- ἐ- è l’aumento che colloca l’azione nel passato,
- τιθε- è il tema verbale privo di reduplicazione,
- -μην è la desinenza tipica della prima persona singolare medio-passiva nei tempi storici.
Dal punto di vista semantico:
- in valore medio, indica un’azione compiuta dal soggetto su sé stesso o nel proprio interesse,
- in valore passivo, sottolinea una condizione subita e prolungata nel tempo.
È una forma comune nella narrazione introspettiva e nei testi filosofici.
2ª persona singolare – ἐτίθεσο
Significa “tu ti ponevi” o “tu venivi posto”.
Morfologicamente:
- la desinenza -σο identifica chiaramente la seconda persona singolare,
- il vocalismo è stabile e regolare.
Dal punto di vista dell’uso:
- ricorre spesso nei dialoghi,
- può assumere un valore rimproverante o interrogativo,
- sottolinea una condizione protratta attribuita all’interlocutore.
È importante notare che -σο è tipica dell’imperfetto medio-passivo e non va confusa con desinenze del presente.
3ª persona singolare – ἐτίθετο
Significa “egli/ella si poneva” oppure “veniva posto/a”.
Dal punto di vista formale:
- la desinenza -το è caratteristica della terza persona singolare medio-passiva,
- la forma è estremamente regolare.
Dal punto di vista narrativo:
- è molto frequente nei testi storici,
- introduce azioni di sfondo,
- descrive situazioni statiche o durative nel passato.
È una delle forme più importanti da riconoscere nella traduzione.
Il duale
Il duale indica due soggetti ed è oggi raro, ma fondamentale per una comprensione completa del sistema verbale greco.
2ª persona duale – ἐτίθεσθον
Significa “voi due vi ponevate” o “venivate posti”.
Morfologicamente:
- la desinenza -σθον è tipica del duale medio-passivo,
- la presenza del gruppo -σθ- è un tratto distintivo della diatesi medio-passiva.
Dal punto di vista dell’uso:
- compare soprattutto nella poesia e in testi arcaizzanti,
- indica un’azione simultanea e condivisa da due soggetti.
3ª persona duale – ἐτιθέσθην
Significa “essi/esse due si ponevano” oppure “venivano posti/e”.
Morfologicamente:
- la desinenza -σθην è esclusiva della terza persona duale medio-passiva,
- permette una chiara distinzione dalla seconda persona duale.
È una forma rara ma molto significativa dal punto di vista grammaticale.
Il plurale
1ª persona plurale – ἐτιθέμεθα
Significa “noi ci ponevamo” o “venivamo posti”.
Dal punto di vista morfologico:
- -μεθα è la desinenza tipica della prima persona plurale medio-passiva,
- la forma è pienamente regolare.
Dal punto di vista semantico:
- indica un’azione collettiva,
- è frequente nei testi storici e filosofici,
- sottolinea il coinvolgimento diretto del gruppo nell’azione.
2ª persona plurale – ἐτίθεσθε
Significa “voi vi ponevate” o “venivate posti”.
Morfologicamente:
- la desinenza -σθε è chiaramente riconoscibile,
- il gruppo -σθ- segnala inequivocabilmente la diatesi medio-passiva.
Dal punto di vista retorico:
- compare spesso nei discorsi diretti,
- può avere valore polemico o esortativo.
3ª persona plurale – ἐτίθεντο
Significa “essi/esse si ponevano” oppure “venivano posti/e”.
Dal punto di vista formale:
- la desinenza -ντο è tipica della terza persona plurale medio-passiva,
- la forma è frequente e facilmente riconoscibile.
Dal punto di vista narrativo:
- descrive azioni ripetute o situazioni continuative,
- contribuisce alla costruzione dello sfondo del racconto.
Schema riassuntivo della coniugazione
| Persona | Forma |
|---|---|
| 1ª singolare | ἐτιθέμην |
| 2ª singolare | ἐτίθεσο |
| 3ª singolare | ἐτίθετο |
| 2ª duale | ἐτίθεσθον |
| 3ª duale | ἐτιθέσθην |
| 1ª plurale | ἐτιθέμεθα |
| 2ª plurale | ἐτίθεσθε |
| 3ª plurale | ἐτίθεντο |
Curiosità linguistiche
- Regolarità inattesa
Nonostante τίθημι sia un verbo atematico, l’imperfetto medio-passivo presenta una struttura estremamente regolare e prevedibile. - Centralità del gruppo -σθ-
Il nesso -σθ- è un segnale morfologico fondamentale per riconoscere la diatesi medio-passiva nei tempi storici. - Continuità semantica
L’imperfetto medio-passivo è spesso usato per esprimere stati, condizioni e processi più che azioni puntuali, rendendolo essenziale nella prosa descrittiva. - Importanza per i composti
Tutte queste forme ricorrono identiche nei composti di τίθημι, precedute dal preverbo, il che rende la loro conoscenza indispensabile per una lettura fluida dei testi.




