La civiltà cretese

La civiltà cretese o minoica  si sviluppa a Creta nel II millennio a. C. L’isola gode di una posizione strategica per i traffici marittimi sul Mediterraneo orientale, questo le permette di sviluppare una civiltà superiore ad altre. Gli scambi commerciali avvengono intesi con l’Egitto.

Le navi sono costruite in legno di cipresso e servono per esportare i prodotti agricoli, i manufatti in ceramica e in metallo. Tra i prodotti agricoli coltivati abbiamo la vite, l’olivo e il fico.

La civiltà è molto ricca artisticamente e culturalmente. Un aspetto importante è la condizione della donna che godeva di libertà e lo si può notare anche dalle raffigurazioni del palazzo di Cnosso.

Tra le costruzioni più importanti abbiamo i palazzi di Cnosso, Festo e Haghia Triada. Il palazzo di Cnosso fu raso al suolo dal terremoto del 1750 a. C. e ricostruito dai minoici più grande di prima.

I traffici commerciali consentono alla civiltà cretese di controllare l’intero Mar Egeo, si parla in questo caso di talassocrazia, ovvero il dominio militare e commerciale di un’entità politica esercitato in uno spazio marittimo  e nei territori ad esso vicini.

Dal 1600 a. C. il re Minosse di Cnosso unifica tutta la popolazione e inizia così il periodo di maggior splendore della civiltà. Questo periodo dura due secoli, fino a quando l’isola viene conquistata dagli Achei (Micenei) nel 1400 a. C. , cui seguirono le invasioni dei Dori. Queste invasioni congiunte con alcune calamità naturali causano la scomparsa della civiltà cretese. In verità essa non scompare, perché molti costumi e conoscenze sopravvivo nella nascente civiltà ellenico-micenea: i Micenei, da conquistatori, restano conquistati dalla cultura cretese.

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