Pronomi e aggettivi possessivi del greco antico

Pronomi e aggettivi possessivi del greco antico

L’antico greco (ἡ Ἑλληνικὴ γλῶσσα), nella sua forma classica attestata principalmente tra il V e il IV secolo a.C., possiede un sistema di espressione del possesso straordinariamente ricco e articolato. A differenza di molte lingue moderne, il greco classico non si limita a un unico meccanismo per indicare il rapporto possessivo, ma ne offre almeno tre distinti: gli aggettivi possessivi, i pronomi personali al genitivo e i pronomi riflessivi al genitivo. Comprendere le sfumature tra queste forme è essenziale per leggere con precisione i testi dei grandi autori — da Platone a Tucidide, da Sofocle a Demostene.

Il presente articolo si propone di offrire una trattazione sistematica e approfondita dell’intera categoria, coprendo la morfologia, la sintassi, le peculiarità dialettali e l’uso stilistico nei testi letterari.

Aggettivi e pronomi personali

Prima persona singolare: ἐμός, ἐμή, ἐμόν (“mio”)

L’aggettivo/pronome possessivo di prima persona singolare si declina sulla II declinazione per il maschile e il neutro, e sulla I declinazione per il femminile:

CasoMaschileFemminileNeutro
Nom. sing.ἐμόςἐμήἐμόν
Gen. sing.ἐμοῦἐμῆςἐμοῦ
Dat. sing.ἐμῷἐμῇἐμῷ
Acc. sing.ἐμόνἐμήνἐμόν
Voc. sing.ἐμέἐμήἐμόν
Nom. plur.ἐμοίἐμαίἐμά
Gen. plur.ἐμῶνἐμῶνἐμῶν
Dat. plur.ἐμοῖςἐμαῖςἐμοῖς
Acc. plur.ἐμούςἐμάςἐμά

Il tema è ἐμ-, che riflette la radice del pronome personale di prima persona (ἐγώ / ἐμέ / ἐμοί). L’accento è sempre ossitono nella forma canonica, il che segnala enfasi rispetto alle forme enclitiche del genitivo (μου).

Seconda persona singolare: σός, σή, σόν (“tuo”)

Il possessivo di seconda persona segue lo stesso schema declinativo:

CasoMaschileFemminileNeutro
Nom. sing.σόςσήσόν
Gen. sing.σοῦσῆςσοῦ
Dat. sing.σῷσῇσῷ
Acc. sing.σόνσήνσόν
Nom. plur.σοίσαίσά
Gen. plur.σῶνσῶνσῶν
Dat. plur.σοῖςσαῖςσοῖς
Acc. plur.σούςσάςσά

Prima persona duale: νώ / νῷν (“noi due”)

CasoForma
Nom./Acc.νώ
Gen./Dat.νῷν

Seconda persona duale: σφώ / σφῷν (“voi due”)

CasoForma
Nom./Acc.σφώ
Gen./Dat.σφῷν

Prima persona plurale: ἡμέτερος, ἡμετέρα, ἡμέτερον (“nostro”)

I possessivi plurali sono formati con il suffisso -τερος / -τέρα / -τερον, lo stesso utilizzato per formare i comparativi. Questo suffisso ha qui valore di “appartenenza al gruppo”. Il tema ἡμε- deriva da ἡμεῖς (noi).

CasoMaschileFemminileNeutro
Nom. sing.ἡμέτεροςἡμετέραἡμέτερον
Gen. sing.ἡμετέρουἡμετέραςἡμετέρου
Dat. sing.ἡμετέρῳἡμετέρᾳἡμετέρῳ
Acc. sing.ἡμέτερονἡμετέρανἡμέτερον
Nom. plur.ἡμέτεροιἡμέτεραιἡμέτερα
Gen. plur.ἡμετέρωνἡμετέρωνἡμετέρων
Dat. plur.ἡμετέροιςἡμετέραιςἡμετέροις
Acc. plur.ἡμετέρουςἡμετέραςἡμέτερα

Seconda persona plurale: ὑμέτερος, ὑμετέρα, ὑμέτερον (“vostro”)

Struttura identica a ἡμέτερος, con tema ὑμε- da ὑμεῖς (voi):

CasoMaschileFemminileNeutro
Nom. sing.ὑμέτεροςὑμετέραὑμέτερον
Gen. sing.ὑμετέρουὑμετέραςὑμετέρου
Dat. sing.ὑμετέρῳὑμετέρᾳὑμετέρῳ
Acc. sing.ὑμέτερονὑμετέρανὑμέτερον
Nom./Acc. du.ὑμετέρωὑμετέραὑμετέρω
Gen./Dat. du.ὑμετέροινὑμετέραινὑμετέροιν
Nom. plur.ὑμέτεροιὑμέτεραιὑμέτερα
Gen. plur.ὑμετέρωνὑμετέρων

Terza persona: σφέτερος, σφετέρα, σφέτερον (“loro / proprio”)

Il possessivo di terza persona è la forma più complessa e discussa. Il tema σφε- è lo stesso del pronome personale di terza persona plurale σφεῖς (raro nella prosa attica, più frequente in Omero e in Tucidide). Questo aggettivo ha in linea di principio valore riflessivo: indica che la cosa appartiene al soggetto della frase stessa.

CasoMaschileFemminileNeutro
Nom. sing.σφέτεροςσφετέρασφέτερον
Gen. sing.σφετέρουσφετέραςσφετέρου
Dat. sing.σφετέρῳσφετέρᾳσφετέρῳ
Acc. sing.σφέτερονσφετέρανσφέτερον
Nom./Acc. du.σφετέρωσφετέρασφετέρω
Gen./Dat. du.σφετέροινσφετέραινσφετέροιν
Nom. plur.σφέτεροισφέτεραισφέτερα
Gen. plur.σφετέρωνσφετέρωνσφετέρων

Osservazioni

Come riportato da Nuovi itinerari alla scoperta del greco antico scritto da Francesco Michelazzo:

  1. In alternativa agli aggettivi possessivi si incontrano i corrispondenti GEN di Specificazione (ὁ πατήρ ἐμοῦ ἡμῶν «mio-nostro padre», ecc.), che sono usati anche per surrogare le forme mancanti di altre persone (ὁ πατὴρ αὐτοῦ αὐτῶν <suo-loro padre»);
  2. Tra i fenomeni fonetici vale la pena di ricordare quelli più utili a evidenziare i rapporti etimologici con altre lingue:
    • singolare: le forme di 2ª pers. derivano da tu-twe-twos (cfr. lat. tu-te-tuus), da cui σύ-σε-σός per ‘assibilazione’; quelle di 3ª pers. da swe-swos (cfr. lat. se-suus), da cui ἔ-ὅς;
    • plurale: le forme di 1ª pers. derivano da una radice indoeuropea con al-ternanza vocalica nes-nos-ns; quelle di 2ª pers. da wes-wos-ws; quelle di 3ª pers., verosimilmente, dalla stessa radice swe del singolare;
    • duale: oltre al legame con le forme del plurale, sono da notare il vocalismo e la quasi totale sovrapposizione fra 2ª e 3ª persona.

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