La guerra in Vietnam

La guerra in Vietnam inizia nel 1964 e dura oltre 10 anni, terminando nel 1976.

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Il 1964 fu un anno significativo in America, dopo anni di lotte sociali i neri ottennero parità di diritto politici e sociali, vittime da sempre di segregazione razziale (separazione dai bianchi). Fautore dei diritti dei neri fu Martin Luther King, un pastore protestante che promuoveva l’integrazione tramite rivendicazioni attuate con la “non violenza”.  La sua battaglia pacifica era appoggiata dal presidente Kennedy che aveva inserito nel suo programma politico alcuni punti contro ogni forma di razzismo. Purtroppo non riuscì a vederli realizzati perché fu assassinato, in circostanze ancora oggi misteriose, l’anno prima l’anno prima dell’approvazione della legge sull’integrazione dei neri (1964). Tale legge fu varata dal suo successore, Johnson e lo stesso anno Martin Luther King vinse il premio Nobel per la pace; quattro anni più tardi,però, venne assassinato da una cospirazione razziale.

Sempre nel 1964 il governo americano scelse di impegnarsi militarmente nella guerra del Vietnam, paese dell’Indocina, già colonia francese, da poco indipendente dalla Francia, era diviso in due repubbliche: il Vietnam del Nord, comunista, e il Vietnam del Sud, sottoposto a dittatura militare appoggiata dall’America. Nel Vietnam del Sud si venne a formare un governo d’opposizione, il Vietcong, supportato dall’URSS, dalla Cina e dal Vietnam del Nord che animò guerriglie contro il governo locale. Gli USA appoggiarono militarmente il governo locale, con grande dispiegamento di forze e mezzi. La sua politica aggressiva era disapprovata da gran parte dell’opinione pubblica americana e non mancarono manifestazioni di protesta. Gli USA ammisero la sconfitta contro i vietnamiti e nel 1976 le due repubbliche furono unificate e governate dai comunisti.

Il 1968

Le proteste contro la guerra in Vietnam coinvolsero non solo il popolo americano, ma larga parte della popolazione mondiale. Protagonisti delle proteste erano giovani e soprattutto studenti. Il movimento raggiunse il suo culmine nel 1968, anno che diede il nome al movimento. Oltre ad avversare la guerra, le discriminazioni sociali e razziali, i membri di questo movimento misero in discussione i modelli di vita tradizionali, l’autorità della famiglia, il consumismo e promulgarono l’istituzione di regole diverse che permettessero di avere un mondo diverso: libero.

Durante questi anni anche le donne reclamavano emancipazione e si sviluppò così il femminismo, che rivendicava la parità dei sessi con lo slogan “donna è bello”.

Persino la Cecoslovacchia visse un periodo di rinnovamento e vivace apertura politica (libertà di stampa e di movimento), periodo che fu chiamato “primavera di Praga”; breve come la primavera si dissolse in fretta, l’Unione Sovietica invase il paese nel 1968 e impose un governo fedele all’URSS. Questo atto generò sentimenti di condanna in tutto il mondo e alcuni partiti comunisti europei , fra cui quello italiano, iniziarono a prendere le distanze dalla Russia.

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