Motivazione

Tema sulla motivazione TFA sostegno

tfa sostegno

La motivazione (da motus = movimento verso una meta) si ottiene quando uno studente si prefigge un obiettivo e s’impegna al massimo per raggiungerlo. Essa si traduce con il bisogno di scoprire, di conoscere. Distinguiamo la motivazione intrinseca che si origina dall’interno dell’individuo, il quale svolge un’attività perché la ritiene di per sé gratificante, stimolante, senza pretendere una ricompensa, o senza aspirare al raggiungimento di un obiettivo.

E la motivazione estrinseca che, invece, si origina dall’esterno dell’individuo che svolge un’attività, non perché è di suo gradimento, ma per ottenere una ricompensa (un bene, un elogio), o per raggiungere un obiettivo. Mentre i primi sono interessati alla conoscenza, i secondi alla ricompensa. Alla scuola secondaria di 1° grado, in cui forte è la competizione tra gli studenti, è più efficace la motivazione estrinseca. Tra i fattori che incidono negativamente sulla motivazione rientrano: la coscienza dello studente di disporre di vuoti e lacune su un determinato argomento, o la sensazione provata dallo stesso nel non disporre delle capacità e degli strumenti per poter intraprendere un’azione conoscitiva. Il docente non deve sottoporre lo studente a sforzi a cui ancora non è ancora pronto, poiché l’affaticamento potrebbe scoraggiarlo e indurlo ad abbandonare il compito. Bruner elabora il concetto di scaffolding, in riferimento a quel processo che consente al bambino di svolgere un compito superiore alle sue abilità grazie al supporto di un adulto o tutor che fa da impalcatura per fargli acquisire abilità superiori. Questo processo incentiva la motivazione e l’autostima nel bambino. In una prima fase il docente deve stimolare l’interesse e la motivazione degli studenti, coinvolgendoli nel processo di insegnamento-apprendimento e proponendogli attività idonee alle loro caratteristiche ed esigenze. Deve inoltre comprendere le cause di una demotivazione e, attraverso un processo di metacognizione, aiutare gli stessi ad autocorreggersi. Dewey sosteneva che compito dell’educatore dovesse essere quello di stimolare l’interesse, la curiosità e il desiderio di conoscere. E Cleparede esortò gli educatori a stimolare l’interesse e a provocare la reazione degli alunni poiché, solo se si assecondano i loro bisogni, essi apprendono. Freinet affermò che “puoi portare i cavalli alla fonte tante volte, ma se non vogliono bere, non bevono. Tra i fattori che condizionano positivamente la motivazione rientrano: l’interesse, la curiosità epistemica, l’autodeterminazione, cioè la capacità di scegliere senza farsi condizionare e lo stato di flusso o (attività autotelica) in riferimento allo svolgimento di un’attività che è di per sé motivante; E l’applicazione di metodologie innovative così come: il cooperative learning, il problem solving, l’insegnamento just in time. Al termine dell’attività il docente deve: gratificare l’alunno, lodare le prestazioni ben riuscite, fargli capire che il successo scolastico consegue dall’impegno, promuovere un’alfabetizzazione emotiva, avere fiducia in lui.

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