Sostantivi maschili in alpha impuro

Nel panorama morfologico del greco antico, i sostantivi maschili della prima declinazione rappresentano un’importante categoria grammaticale, soprattutto in ambito letterario e storiografico. Pur essendo la prima declinazione tradizionalmente associata ai nomi femminili, al suo interno troviamo anche una significativa presenza di sostantivi maschili, molti dei quali seguono la vocale tematica α (alpha) in due forme: puro e impuro.

Questo articolo è dedicato ai sostantivi maschili in alpha impuro della prima declinazione: ne analizzeremo la struttura morfologica, le peculiarità fonetiche, l’origine, gli esempi più frequenti e alcune osservazioni sull’uso.

Definizione alpha impuro

L’alpha dicesi impuro nei casi in cui non viene preceduto dalle seguenti lettere: ρ, ι, ϵ, σ, σσ, ξ, ψ, λλ, ττ, ζ

Esempi:

  1. στρατιώτης (soldato);
  2. ναύτης (marinaio);
  3. ποιητής (poeta);
  4. δεσπότης (padrone)

Declinazione

I maschili in alpha impuro della prima declinazione si declinano come segue (prendiamo il modello στρατιώτης, “soldato”):

NumeroCasoDeclinazione στρατιώτης (soldato)
SingolareNominativoστρατιώτης
SingolareGenitivoστρατιώτου
SingolareDativoστρατιώτ
SingolareAccusativoστρατιώτην
SingolareVocativoστρατιῶτα
DualeCasi direttiστρατιώτα
DualeCasi obliquiστρατιωτοῖν
PluraleNominativoστρατιῶται
PluraleGenitivoστρατιωτῶν
PluraleDativoστρατιώταις
PluraleAccusativoστρατιώτας
PluraleVocativoστρατιῶται

Osservazioni

  • Il tema base è στρατιωτ-, a cui si aggiunge la vocale tematica α (che muta in η solo nel singolare accusativo e vocativo).
  • La desinenza maschile -ης/-ην è tipica di questa tipologia.
  • Il genitivo singolare termina in -ου, come nei sostantivi della seconda declinazione.
  • L’accusativo singolare in -ην richiama una flessione che può ricordare certi tratti dell’accusativo della seconda declinazione, ma mantiene la struttura propria della prima.
  • Solitamente, riportando le parole del libro Il greco di Campanini, il vocativo singolare esce in nei sostantivi col tema in α puro (νεανία), in nei sostantivi col tema in impuro (Ἀτρείδη). Presentano, tuttavia, vocativo in -α anziché in -η:
    • i nomi di popolo in -ης (ὁ Σκύθης “Scita” → vocativo ὦ Σκύθα; ὁ Πέρσης “Persiano” → vocativo ὧ Πέρσα);
    • i nomi d’agente in -της (ὁ ποιητής “poeta” → vocativo ὦ ποιητά; ὁ στρατιώτης “soldato” → vocativo ὦ στρατιῶτα);
    • i composti in -μέτρης, -τρίβης e -πώλης (ὁ γεωμέτρης “geometra” → ὦ γεωμέτρα; ὁ παιδοτρίβης “maestro di ginnastica” → ὦ παιδοτρίβα; ὁ βιβλιοπώλης “libraio” → ὦ βιβλιοπῶλα)
  • Al vocativo singolare, il sostantivo δεσπότης “padrone”, oltre all’uscita in -α, presenta anche l’accento ritratto: vocativo ὦ δέσποτα;
  • Anche nei maschili il genitivo plurale è sempre perispomeno. È però parossitono nei seguenti sostantivi:
    • οἱ ἐτησίαι “venti etesii” → genitivo plurale τῶν ἐτησίων;
    • ὁ χλούνης “cinghiale” → genitivo plurale τῶν χλούνων;
    • ὁ χπήστης “usuraio” → genitivo plurale τῶν χρήστων.

Attenzione agli errori comuni

  • Confondere alpha puro e alpha impuro: è un errore comune ritenere che tutti i sostantivi maschili in -ης siano alpha puro. In realtà, bisogna guardare al tema e alla consonante che precede.
  • Scambiare il genere: alcuni studenti, vedendo la desinenza tipica della prima declinazione, tendono a credere che siano femminili.
  • Trascurare le desinenze nei casi obliqui: il genitivo in -ου e il dativo in -ῃ sono segnali chiari del genere maschile.

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