Il presente indicativo e l’infinito presente di τίθημι

Il verbo τίθημι appartiene al gruppo dei cosiddetti verbi in -μι, una classe antica che conserva tratti arcaici della lingua greca. Il presente indicativo è uno dei tempi in cui questa arcaicità emerge con maggiore evidenza, sia nella struttura delle forme sia nelle desinenze personali, profondamente diverse da quelle dei verbi in -ω.
Prima persona singolare – τίθημι
La forma τίθημι significa io pongo.
Qui il verbo presenta:
- il raddoppiamento τι-
- la radice θε
- la desinenza -μι, caratteristica della prima persona singolare dei verbi in -μι
È una forma estremamente antica, che risale direttamente all’indoeuropeo. A differenza dei verbi in -ω, non compare alcuna vocale tematica.
Seconda persona singolare – τίθης
La forma τίθης (tu poni) mostra un primo elemento di differenziazione.
La desinenza -ς è tipica della seconda persona singolare nei verbi in -μι. Non compare la -ι finale del tema, e la forma risulta più breve e netta.
Questa persona è spesso fonte di confusione per chi è abituato ai verbi in -ω, ma segue una logica coerente e antichissima.
Terza persona singolare – τίθησι(ν)
La forma τίθησι(ν) (egli/ella pone) introduce una desinenza più articolata.
La -σι finale è il tratto distintivo della terza persona singolare dei verbi atematici.
La -ν finale è mobile: compare davanti a parola che inizia per vocale o per evitare hiatus, ma non è obbligatoria.
Questa forma è molto frequente nei testi narrativi e filosofici.
Il duale: una categoria antica
Il duale è un numero grammaticale usato per indicare due soggetti. È raro in italiano, ma importante nel greco classico e soprattutto in quello arcaico.
Tithemì conserva pienamente il duale al presente.
Seconda persona duale – τίθετον
La forma τίθετον significa voi due ponete.
Qui la desinenza -τον indica chiaramente il duale e si applica sia alla seconda che alla terza persona, con distinzione affidata al contesto.
Terza persona duale – τίθετον
Anche la terza persona duale è τίθετον (essi due pongono).
Questa identità formale tra seconda e terza persona è tipica del duale greco e riflette la sua origine arcaica. La lingua affida al contesto il compito di chiarire il soggetto.
Prima persona plurale – τίθεμεν
La forma τίθεμεν (noi poniamo) introduce una delle desinenze più riconoscibili dei verbi in -μι.
La terminazione -μεν è tipica della prima persona plurale ed è condivisa anche da altri tempi e verbi antichi. È una forma stabile e molto regolare.
Seconda persona plurale – τίθετε
La forma τίθετε (voi ponete) è una delle più “trasparenti”.
La desinenza -τε è comune anche ai verbi in -ω, e rappresenta uno dei pochi punti di contatto tra i due sistemi verbali. Questo rende la seconda plurale relativamente facile da riconoscere.
Terza persona plurale – τιθέασι(ν)
La forma τιθέασι(ν) (essi pongono) è probabilmente la più complessa del paradigma.
Qui compaiono:
- la radice
- una vocale di appoggio
- la desinenza -ασι, tipica della terza persona plurale dei verbi in -μι
Anche in questo caso la -ν finale è mobile.
Questa forma conserva chiaramente l’impronta arcaica del verbo.
Osservazione generale
Il presente indicativo di τίθημι mostra:
- assenza di vocale tematica
- desinenze proprie e riconoscibili
- alternanza di forme brevi e complesse
- conservazione piena del duale
È un tempo che non va imparato meccanicamente, ma capito come sistema.
Tabella riassuntiva – Presente indicativo di τίθημι
| Persona | Singolare | Duale | Plurale |
|---|---|---|---|
| 1ª | τίθημι | — | τίθεμεν |
| 2ª | τίθης | τίθετον | τίθετε |
| 3ª | τίθησι(ν) | τίθετον | τιθέασι(ν) |
L’infinito presente di τίθημι
L’infinito presente del verbo τίθημι è:
τιθέναι
porre, mettere, collocare
Valore aspettuale
Essendo un infinito di presente, τιθέναι esprime un’azione:
- in corso
- abituale
- non conclusa
Non indica il risultato del “porre”, ma l’atto stesso nel suo svolgersi. Questo è fondamentale per comprendere l’uso dell’infinito nei testi filosofici, storici e giuridici.




