Riforma e Controriforma

Riforma cattolica e controriforma

Riforma

La rivoluzione religiosa di Lutero ruppe l’unità cattolica, creata dal medioevo e divise l’Europa in opposte confessioni cristiane.  Siamo nel XV secolo.

La dottrina luterana:  l’uomo deve affidarsi alla fede, unica salvezza. Dio non è fautore di una giustizia punitiva. L’unico capo della chiesa è Cristo, il papa non ha alcun primato e non serve nessuno a spiegare le Scritture. Ogni credente è sacerdote di se stesso.

Il protestantesimo svizzero a opera di Zwingli si discosta da quello luterano: condivide la dottrina della grazia giustificante e della predestinazione, dava al battesimo e all’ eucarestia un valore puramente simbolico (per Lutero era veramente il corpo di Cristo), auspica l’uso del volgare in liturgia, l’abolizione del celibato per i preti e del servizio militare.

La Chiesa entra in crisi all’inizio del ‘500 in Europa perché è accusata di essere troppo ricca e corrotta: i fedeli denunciano il suo carattere di istituzione sempre meno sacra e più profana.

I papi del Rinascimento erano spesso esponenti di famiglie nobili, più interessati alla politica e all’arte che alla fede. Splendido mecenate, Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico dei Medici, signori di Firenze, diede inizio alla costruzione della nuova basilica di San Pietro, un’impresa che richiese enormi finanziamenti. Per incassare il denaro necessario promosse una grande vendita delle indulgenze: ai fedeli preoccupati delle pene del Purgatorio si offriva la possibilità di ottenere l’assoluzione dei peccati in cambio di denaro.

Martin Lutero, un frate agostiniano professore di teologia a Wittenberg, si ribella alla vendita delle indulgenze, sostenendo che la salvezza dei fedeli dipende dalla sola fede, dalla grazia di Dio, non dalle opere dell’uomo peccatore, e tanto meno da offerte in denaro. Di fronte al suo rifiuto di ritrattare le sue tesi sulle indulgenze, il papa scomunicò Lutero, che tuttavia si ribella all’ autorità del papa e fonda la prima chiesa riformata o protestante.

Martin Lutero tradusse la Bibbia in tedesco perché tutti i fedeli potessero leggerla senza l’interpretazione ufficiale della Chiesa romana.

Nella Svizzera francese (a Ginevra), in Francia e in Piemonte (Chiesa valdese) si diffuse invece la predicazione di Giovanni Calvino (Chiesa calvinista).

La teologia calvinista riprende alcune tesi fondamentali del luteranesimo (la Scrittura come unica regola di fede, la negazione del libero arbitrio, la giustificazione per fede senza le opere), aggiungendovi le dottrine elaborate da Calvino, che fanno perno sulla doppia predestinazione: alcuni uomini sono destinati alla gloria eterna, altri alla dannazione eterna. Per il calvinismo la Chiesa è la comunità degli eletti, ma ciò non toglie valore all’organizzazione delle singole Chiese locali. Le istituzioni civili – necessarie e volute da Dio anche quando si manifestano in forme tiranniche – si fondano sul rispetto dell’autorità (che non contrasta con l’interiore libertà del cristianesimo) e sulla fedeltà alla propria vocazione, cioè al posto che a ciascuno compete nella società. Nel complesso l’autorità civile viene subordinata all’autorità ecclesiastica, in contrasto con la posizione luterana. Per quanto riguarda i sacramenti, il calvinismo ammette solo il battesimo e la cena eucaristica, escludendo per questa sia la transustanziazione sia ogni dottrina implicante presenza reale, e considerando il ‘pane’ come un simbolo in cui si realizza l’unione dei fedeli che partecipano al corpo di Cristo.

Controriforma

Sul terreno dogmatico, l’opera della Controriforma si concentra particolarmente nell’attività del Concilio di Trento (1545-63) volta a fissare il dogma cattolico nei punti in cui il protestantesimo aveva rinnegato principi tradizionali, o interpretato in modo nuovo la Sacra Scrittura e i Padri della Chiesa. In particolare il Concilio di Trento fissò il dogma del peccato originale e quello della giustificazione per la fede e per le opere, condannando il principio luterano della giustificazione per la sola fede, indipendentemente dalle opere, e affermando il valore del libero arbitrio persistente anche dopo il peccato originale. Anche nel campo della riforma disciplinare il concilio svolse opera essenziale, dando norme per la scelta e l’azione dei cardinali e dei vescovi e condannando il nepotismo.

La Controriforma lottò contro l’eresia, non soltanto attraverso un’opera polemica in difesa dei principi cattolici, ma soffocando con mezzi repressivi ogni focolaio di eresia nei paesi cattolici. Quest’opera fu in particolare modo affidata all’ Inquisizione. Connessa all’ operato di questa, fu l’attività di prevenzione, che si esplicò soprattutto nel campo librario con la censura preventiva (sottoposizione all’ imprimatur) e repressiva (istituzione dell’Indice dei libri proibiti).

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