Proposizioni sostantive oggettive del greco antico

Le proposizioni sostantive oggettive (o semplicemente oggettive) sono subordinate che svolgono la stessa funzione che avrebbe un complemento oggetto espresso da un nome o da un pronome. Esse completano il significato del verbo della proposizione reggente rispondendo alla domanda: “che cosa?”.
In italiano:
- Dico che arriverò presto.
- Credo che tu abbia ragione.
Le subordinate evidenziate fungono da oggetto del verbo principale.
Anche nel greco antico, le oggettive sono estremamente frequenti e possono essere introdotte da diverse costruzioni, a seconda del verbo reggente e del significato che si vuole esprimere.
Le oggettive introdotte da ὅτι e ὡς
La costruzione più vicina all’italiano “che” è quella introdotta dalle congiunzioni:
- ὅτι = che
- ὡς = che
Uso
Dipendono soprattutto da:
- verbi del dire
- verbi del raccontare
- verbi dell’annunciare
- verbi del pensare
- verbi del sapere
- verbi del conoscere
Esempi
Λέγω ὅτι ἀληθῆ λέγεις.
“Dico che dici la verità.”
- Λέγω = dico
- ὅτι = che
- ἀληθῆ = cose vere
- λέγεις = dici
Νομίζω ὡς σοφὸς εἶ.
“Ritengo che tu sia saggio.”
Differenza tra ὅτι e ὡς
Nella maggior parte dei casi le due congiunzioni sono equivalenti.
Tuttavia:
- ὅτι introduce normalmente un fatto presentato come oggettivo.
- ὡς può introdurre un fatto considerato dal punto di vista del soggetto.
Confronta:
Λέγει ὅτι ἥκει.
“Dice che è arrivato.”
(fatto semplicemente riferito)
Λέγει ὡς ἥκει.
“Dice di essere arrivato.”
(si sottolinea il punto di vista del soggetto)
Modo della subordinata
Nelle oggettive introdotte da ὅτι o ὡς troviamo normalmente:
- indicativo
- ottativo obliquo (nei tempi storici)
Indicativo
Quando il verbo reggente è al presente o a un tempo principale.
Esempio
Οἶδα ὅτι σοφός ἐστιν.
“So che è saggio.”
Ottativo obliquo
Quando la reggente è in un tempo storico.
Esempio
Ἔλεγεν ὅτι σοφὸς εἴη.
“Diceva che fosse saggio.”
L’ottativo obliquo serve a mantenere la dipendenza dal tempo storico della reggente.
L’accusativo con infinito
Una delle costruzioni più importanti del greco antico è l’accusativo con infinito.
Essa svolge molto frequentemente la funzione di proposizione oggettiva.
Struttura
Soggetto della subordinata → accusativo
Verbo della subordinata → infinito
Schema:
Verbo reggente + accusativo + infinito
Esempio
Νομίζω τὸν ἄνδρα σοφὸν εἶναι.
“Ritengo che quell’uomo sia saggio.”
Analisi:
- Νομίζω = ritengo
- τὸν ἄνδρα = soggetto dell’infinitiva
- σοφὸν = predicativo
- εἶναι = essere
Traduzione letterale:
“Ritengo l’uomo essere saggio.”
Traduzione italiana:
“Ritengo che l’uomo sia saggio.”
Verbi che richiedono l’accusativo con infinito
L’accusativo con infinito è molto frequente con:
Verbi del dire
- λέγω
- φημί
- ἀπαγγέλλω
Esempio
Φησὶ τὸν στρατηγὸν νικᾶν.
“Dice che il generale vince.”
Verbi del pensare
- νομίζω
- οἴομαι
- ἡγοῦμαι
Esempio
Οἴομαι αὐτὸν σοφὸν εἶναι.
“Credo che egli sia saggio.”
Verbi del sapere
- οἶδα
- γιγνώσκω
Esempio
Γιγνώσκω αὐτὸν παρόντα εἶναι.
“So che egli è presente.”
Il soggetto dell’infinitiva
Caso 1: soggetto diverso
Se il soggetto della subordinata è diverso da quello della reggente, esso compare in accusativo.
Esempio
Νομίζω τὸν φίλον σοφὸν εἶναι.
“Credo che l’amico sia saggio.”
Caso 2: stesso soggetto
Quando il soggetto della subordinata coincide con quello della reggente, spesso non viene espresso.
Esempio
Νομίζω σοφὸς εἶναι.
“Credo di essere saggio.”
Il soggetto dell’infinito è sottinteso e coincide con quello della reggente.
Il participio come oggettiva
Alcuni verbi reggono una subordinata oggettiva costruita con il participio.
Si tratta soprattutto di:
- verbi di percezione
- verbi di conoscenza
Verbi principali
- ὁράω = vedere
- ἀκούω = udire
- αἰσθάνομαι = accorgersi
- μανθάνω = apprendere
Esempio
Ὁρῶ αὐτὸν βαδίζοντα.
“Vedo che egli cammina.”
Letteralmente:
“Vedo lui camminante.”
Altro esempio
Ἤκουσα αὐτοὺς λέγοντας ταῦτα.
“Udii che essi dicevano queste cose.”
Le oggettive negative
La negazione varia a seconda della costruzione.
Con ὅτι e ὡς
Si usa normalmente:
οὐ
Esempio
Λέγω ὅτι οὐκ ἔρχεται.
“Dico che non viene.”
Con l’infinito
Si usa:
μή
Esempio
Νομίζω αὐτὸν μὴ ἥξειν.
“Credo che egli non arriverà.”
Con il participio
Si usa normalmente:
μή
Esempio
Ὁρῶ αὐτὸν μὴ λέγοντα.
“Vedo che egli non parla.”




