Proposizioni temporali del greco antico

Proposizioni temporali del greco antico

Le proposizioni temporali costituiscono uno degli aspetti più ricchi e articolati della sintassi greca. A differenza di molte lingue moderne, il greco antico dispone di un sistema complesso di congiunzioni, modi verbali e tempi che permettono di esprimere con grande precisione le relazioni temporali tra due eventi: anteriorità, posteriorità, contemporaneità, e persino sfumature aspettuali e modali all’interno di ciascuna di queste categorie.

La complessità delle temporali greche non risiede soltanto nella varietà delle congiunzioni disponibili, ma anche nell’interazione sistematica tra congiunzione, modo verbale (indicativo, ottativo, congiuntivo) e aspetto del verbo (aoristo, presente/imperfetto, perfetto). Questa interazione produce una rete di significati che un traduttore deve saper leggere e interpretare correttamente.

Il presente studio si propone di offrire una trattazione esaustiva dell’argomento, partendo dalle nozioni di base per giungere ai costrutti più raffinati presenti nei testi letterari dell’età classica.

Classificazione delle Proposizioni Temporali

Le proposizioni temporali del greco antico si classificano principalmente in base a due criteri: (1) il rapporto temporale tra l’azione della subordinata e quella della principale, e (2) il valore eventuale o reale della subordinata.

Rapporto temporale

Dal punto di vista temporale si distinguono tre grandi categorie:

TipoRelazioneCongiunzioni principali
ContemporaneitàLa subordinata avviene nello stesso momento della principaleὅτε, ὁπότε, ἐπεί, ὡς, ἕως, ἐν ᾧ
AnterioritàLa subordinata avviene prima della principaleἐπεί, ἐπειδή, ὡς (con aoristo)
PosterioritàLa subordinata avviene dopo la principaleπρίν, ἕως, μέχρι (in certi usi)

Valore reale o eventuale

Le proposizioni temporali si suddividono inoltre in determinate (che riferiscono un fatto avvenuto o presentato come certo) e indeterminate (che esprimono un’eventualità, una ripetizione indefinita, o un fatto ancora incerto). Tale distinzione è fondamentale per comprendere la scelta del modo verbale.

Le Congiunzioni Temporali

Panoramica delle congiunzioni principali

Il greco dispone di un vasto repertorio di congiunzioni temporali. Ciascuna ha una propria sfumatura di significato e ammette costruzioni diverse a seconda del contesto.

CongiunzioneSignificato di baseCostruzione principale
ὅτε / ὁπότεquando (determinato / indeterminato)Indicativo / Congiuntivo + ἄν / Ottativo
ἐπεί / ἐπειδήquando, poiché, dopo cheIndicativo (passato); raramente Congiuntivo
ὡςcome, quando, non appenaIndicativo (spec. aoristo)
ἕωςfinché, finché non, mentreIndicativo / Congiuntivo + ἄν / Ottativo
μέχρι / μέχρι οὗfinché, fino a quandoIndicativo / Congiuntivo + ἄν
πρίνprima che, prima diInfinito / Congiuntivo + ἄν / Ottativo / Indicativo
ὄφρα(principalmente omerico) finché, mentreIndicativo / Congiuntivo + ἄν / Ottativo
ἐν ᾧ / ἐν ᾧ χρόνῳnel tempo in cui, mentreIndicativo
ἐξ οὗ / ἀφ’ οὗda quando, da cheIndicativo
ἅμα ὡς / ἅμα ἐπείnon appena, al momento stesso in cuiIndicativo (aoristo)

ὅτε e ὁπότε

Le congiunzioni ὅτε e ὁπότε sono tra le più frequenti nella prosa e nella poesia. La forma ὅτε è usata in contesti determinati (un momento preciso nel passato o nel futuro), mentre ὁπότε è la forma usata nelle temporali indefinite e nelle costruzioni con ottativo obliquo. Entrambe possono reggere l’indicativo, il congiuntivo con ἄν o l’ottativo.

ὅτε οἱ Πέρσαι ἦλθον, οἱ Ἀθηναῖοι ἔφυγον. Quando i Persiani arrivarono, gli Ateniesi fuggirono. Proposizione temporale determinata al passato: indicativo aoristo nella subordinata, indicativo aoristo nella principale.
ὁπότε βούλοιντο, ἀπῄεσαν. Ogni volta che lo volessero, se ne andavano. Proposizione temporale indefinita iterativa nel passato: ottativo presente nella subordinata (senza ἄν), indicativo imperfetto nella principale.

ἐπεί ed ἐπειδή

La congiunzione ἐπεί (e la sua variante rafforzata ἐπειδή, con il suffisso -δή di valore deittico-rafforzativo) introduce proposizioni che indicano un evento temporalmente anteriore a quello della principale. Si traduce di norma con ‘quando’, ‘dopo che’, ‘poiché’ (in quest’ultimo caso con sfumatura causale). La costruzione più comune è con l’indicativo aoristo o l’imperfetto.

ἐπεὶ δὲ ἀφίκοντο, ἐβουλεύοντο ὅ τι χρὴ ποιεῖν. Dopo che furono arrivati, deliberavano su ciò che bisognava fare. Temporale con ἐπεί + indicativo aoristo: anteriorità rispetto alla principale.
ἐπειδὴ δὲ ἐτελεύτησεν ὁ πατήρ, τὴν ἀρχὴν παρέλαβεν. Dopo che il padre morì, egli assunse il potere. ἐπειδή sottolinea la successione logico-temporale con maggiore evidenza rispetto a ἐπεί.

ὡς con valore temporale

La congiunzione ὡς, multifunzionale per eccellenza, assume valore temporale con il significato di ‘quando’, ‘non appena’, specialmente in costruzione con l’indicativo aoristo. Tale uso è frequente in Erodoto, Tucidide e Senofonte. ὡς temporale introduce in genere un evento puntuale, sottolineando l’immediata successione tra l’azione della subordinata e quella della principale.

ὡς δ’ ἐγένετο ἑσπέρα, ἐπαύσαντο. Non appena fu sera, smisero. ὡς con indicativo aoristo: valore di immediata successione temporale.

ἕως e μέχρι

Le congiunzioni ἕως (con variante dorica ἇς) e μέχρι (spesso μέχρι οὗ) esprimono una relazione di limite temporale. Possono significare ‘finché’ (il limite positivo) o ‘finché non’ (il limite negativo, in attesa del verificarsi di un evento). La distinzione aspettuale è cruciale: con il presente o l’imperfetto si indica durata contemporanea; con l’aoristo si indica il raggiungimento di un limite.

ἔμενον ἕως ἀφίκετο ὁ στρατηγός. Aspettavano finché il generale non arrivò. ἕως + indicativo aoristo: limite temporale raggiunto nel passato.
μένε ἕως ἂν ἔλθω. Aspetta finché non arrivo (finché io venga). ἕως + congiuntivo aoristo con ἄν: limite temporale eventuale nel futuro (costruzione prospettica).

πρίν

La congiunzione πρίν (‘prima che’, ‘prima di’) è quella che presenta la maggiore varietà di costruzioni ed è tradizionalmente considerata la più complessa tra le temporali greche. Il suo comportamento dipende dal tipo di principale e dal valore della subordinata.

πρίν con l’infinito

Quando la principale è affermativa, πρίν regge l’infinito (presente o aoristo, a seconda dell’aspetto). Non c’è distinzione di modo perché l’infinito è amodale. Questo è il costrutto più semplice.

ἔφυγεν πρὶν τοὺς πολεμίους ἰδεῖν. Fuggì prima di vedere i nemici. πρίν + infinito aoristo: la principale è affermativa.

πρίν con il congiuntivo (+ ἄν) e l’ottativo

Quando la principale è negativa (contiene οὐ, μή, o ha un valore inibitivo), πρίν funziona come una congiunzione finale-temporale e regge:

Congiuntivo con ἄν: per eventi futuri o indefiniti (eventualità);

Ottativo senza ἄν: nelle temporali oblique, dopo una principale al passato (attrazione modale);

Indicativo: quando il fatto è presentato come già avvenuto nella realtà.

οὐκ ἀπῆλθον πρὶν ἂν τὴν ἀλήθειαν μάθωσιν. Non se ne andarono prima di apprendere la verità (finché non avessero appreso la verità). πρίν + congiuntivo aoristo con ἄν: principale negativa, azione futura/eventuale.
οὐκ ἀπῆλθον πρὶν τὴν ἀλήθειαν ἔμαθον. Non se ne andarono prima di apprendere la verità (e la appresero davvero). πρίν + indicativo aoristo: il fatto della subordinata è reale e avvenuto.

Modi Verbali nelle Proposizioni Temporali

L’indicativo

L’indicativo nelle proposizioni temporali è il modo della realtà: esprime un fatto avvenuto o che avviene come dato di realtà. È il modo per eccellenza delle temporali determinate. Con i tempi storici (imperfetto, aoristo, piuccheperfetto) descrive eventi passati; con il presente e il futuro descrive fatti presenti o futuri certi.

ὅτε ταῦτα ἔλεγεν, πάντες ἐσιώπων. Mentre diceva queste cose, tutti tacevano. Indicativo imperfetto: contemporaneità durativa nel passato.

Il congiuntivo con ἄν (costruzione eventuale)

La costruzione congiunzione temporale + congiuntivo + ἄν esprime un’azione eventuale, indefinita, ripetuta o futura. È la costruzione caratteristica delle cosiddette temporali prospettiche, ossia quelle che guardano al futuro o a una condizione ipotetica. Il ἄν si fonde spesso con la congiunzione (ὅταν = ὅτε + ἄν, ἐπάν = ἐπεί + ἄν, ἐπειδάν = ἐπειδή + ἄν).

ὅταν ταῦτα γένηται, τότε ἴμεν. Quando queste cose accadranno (ogniqualvolta accadano), allora andremo. ὅταν (= ὅτε + ἄν) + congiuntivo aoristo: eventualità futura o iterativa.

L’ottativo obliquo

Nelle proposizioni subordinate che dipendono da una reggente con verbo storico (imperfetto, aoristo, piuccheperfetto, ottativo del passato), il congiuntivo con ἄν può essere sostituito dall’ottativo senza ἄν. Questo fenomeno, detto attrazione modale o costruzione obliqua, non cambia il significato della proposizione, ma la adatta al tono narrativo del contesto passato. L’ottativo è dunque il modo della dipendenza, non dell’irrealtà (che spetta invece alle apodosi ipotetiche).

ὁπότε βούλοιντο, ἐξήρχοντο. Ogni volta che volessero (ogniqualvolta volessero), uscivano. Ottativo presente nell’indefinita iterativa passata: equivale a ὅτε ἂν βούλωνται in contesto presente.
ἔλεγεν ὅτι, ἐπειδὴ ἔλθοι, βουλεύσοιτο. Diceva che, quando fosse arrivato, avrebbe deliberato. Ottativo aoristo (ἔλθοι) in dipendenza da verbo dicendi al passato: attrazione modale.



Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *