Diocleziano

Alla fine del III secolo d.C., dopo un lungo periodo di crisi, salì al potere Diocleziano, che cercò di porre lo stato sotto il suo totale controllo. Si proclamò infatti dominus et deus, cioè padrone e dio, per sottolineare il suo potere assoluto e la natura divina. Per rendere l’Impero più stabile realizzò un’importante riforma, conosciuta con il nome di tetrarchia, che significa “governo di quattro”. L’Impero fu diviso tra due imperatori, Diocleziano e Massimiano, che ebbero il titolo di “Augusti”. Ciascun “Augusto” scelse poi un collaboratore, chiamato “Cesare”, che governava una parte dell’Impero e saliva al potere alla morte del proprio “Augusto”. L’imperatore aveva bisogno di molti soldati per affrontare i pericoli esterni e interni dello stato. Per questo motivo aumentò il numero delle legioni. Diocleziano cercò anche di bloccare il costante aumento dei prodotti attraverso il calmiere dei prezzi, un provvedimento che si proponeva di stabilire per legge il prezzo delle varie merci. Furono inoltre aumentate le tasse: numerosi piccoli contadini e commercianti abbandonarono così il loro mestiere. Per evitare che venissero a mancare professioni utili alla sopravvivenza dell’Impero, Diocleziano stabilì che le attività lavorative venissero trasmesse di padre in figlio.

Convinto che i cristiani fossero un pericolo per il bene dello Stato, nel 303 scatenò contro di loro una lunga e sanguinosa persecuzione: furono distrutti i templi, confiscati i beni delle chiese, bruciati i libri sacri e molti subirono la condanna a morte.

Dopo la morte di Diocleziano scoppiò una lunga guerra tra i “Cesari” e gli “Augusti”. Nel 312, alla fine di queste lotte sanguinose, prese il potere Costantino.

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Una risposta

  1. 14 Marzo, 2020

    […] la morte di Diocleziano scoppiò una lunga guerra tra i “Cesari” e gli “Augusti”. Nel 312, alla fine di queste […]

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